SOLENNITA’ DI SAN FRANCESCO D’ASSISI

“Così disteso sulla terra, dopo aver deposto la veste di sacco, sollevò la faccia al cielo, secondo la sua abitudine, totalmente intento a quella gloria celeste, mentre con la mano sinistra copriva la ferita del fianco destro perchè non si vedesse. E disse ai frati: Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni”. (Dalla Leggenda maggiore di san Bonaventura; FF 1239)

Leggiamo dal sito ufficiale www.ofs.it

Nel giorno della solennità di san Francesco, nostro padre, abbiamo chiesto ad alcuni del consiglio nazionale di offrire a tutti noi brevi riflessioni, a mò di invocazione, la cui risposta ideale fosse proprio la frase che Francesco ha detto ai suoi prima di morire… ve le proponiamo così come ci sono giunte.

Accogliamo seriamente l’invito a varcare la Porta della Fede sull’esempio di Francesco, convertendoci definitivamente all’ascolto che conduce alla maturità della fede, per divenire noi stessi ascoltatori di questa umanità, capaci di destare fiducia e di tessere relazioni fraterne, perchè la “buona notizia” accade solo nell’incontro e nella relazione con una persona… a piedi nudi.

Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni. Amen

“Passando dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo”. Come possiamo, Signore, vivere la nostra vita rimanendo fedeli al Vangelo? Grazie per averci donato Francesco, uomo come noi, al quale hai dato la grazia di innestare la sua vita nella tua scoprendosi così fratelli di tutti. La sua forma di vita e la sua luce siano di guida alla famiglia francescana per riscoprire oggi la missione che da sempre le hai affidato.

Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni. Amen

“Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale…” Signore, come si può chiamare “sorella” la morte? Come si può non aver paura della morte? Ti prego Signore per tutte le persone che sono in procinto di incontrare la morte, fa che essa “no’l farrà male”.

Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni. Amen

All’interessante IV Festival francescano si è parlato del “femminile, plurale“. Da Francesco e Chiara possiamo anche noi attingere il desiderio di poggiare la nostra vita sul sostantivo di genere “femminile, singolare“, ovvero sulla Parola di Dio, che genera nuova e singolare esistenza, sostanza dei giorni miei (Jovanotti) che è Cristo Signore, benedetto nei secoli!

Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni. Amen

Tu che sei l’amore infinito, dona ai nostri cuori la capacità di farsi piccoli piccoli, per saper guardare agli uomini con lo stupore e l’innocenza dei bambini; insegnaci, come a Francesco, a vedere la “luce della croce” perchè sappiamo accettare la sofferenza, l’incomprensione e la malattia con quello spirito di conversione vera che porta serenità e gioia, affinchè sappiamo trasmettere il tuo infinito amore con la nostra vita, più che con sterili e vuote parole.

Io ho fatto la mia parte; la vostra, Cristo ve la insegni. Amen

La festa del serafico Padre ci aiuti a riflettere sul nostro modo di vivere il dono della fede; ci incoraggi a recuperare “l’abbraccio con il lebbroso” e il desiderio di metterci in ascolto della Parola; ci faccia travolgere dal desiderio di vivere in pienezza il dono dei fratelli, per essere segno visibile di comunione.
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