FORMAZIONE

LA FORMAZIONE PERMANENTE E LA FRATERNITA’

La formazione continua costituisce un cammino di crescita e di conversione individuale e comunitario estremamente importante nella vita. Come sempre, San Francesco è di morte-di-san-francescoesempio. Nelle Fonti Francescane si legge: “Nonostante avesse raggiunto il limite ultimo di ogni perfezione, non pensava neppure lontanamente di avere raggiunto il traguardo e perseverando instancabile nel proposito di un santo rinnovamento, sperava sempre di poter ricominciare daccapo”. (Fonti Francescane 500 1 Celano 103)

La formazione del terziario francescano occupa perciò un posto di rilievo proprio per offrire a chi si avvicina a questo ideale evangelico gli strumenti per capire se la fraternità francescana secolare è il luogo adeguato per vivere la propria appartenenza ecclesiale e allo stesso tempo offre a chi è già nell’Ordine l’opportunità di vivere ed approfondire il rapporto di vicinanza con il Signore Gesù e con i fratelli.

Frate Francesco desiderava che i terziari si chiamassero “fratelli” e che la “fraternità” fosse il carisma che li contraddistingueva. Lui stesso li chiamava “fratelli e sorelle della penitenza”. Le Costituzioni Generali lo ricordano: “La vocazione dell’O.F.S. è vocazione a vivere il Vangelo in comunione fraterna”. (Costituzioni Generali dell’Ordine Francescano Secolare, art.3)

Per il Poverello vivere fraternamente significava trasformare le singole “fraternità” in comunità d’amore “ove i fratelli vivono la fede e si pongono a servizio l’uno dell’altro Sacra Famiglia - Murillo - nella carità, nella semplicità e nella letizia”.

Questo è uno stile e un metodo di vita! (Pietro Rossi O.F.M., Il capolavoro di San Francesco, Parma 1995, p.33)

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